Cosa fare nel periodo di prova per capire se hai scelto il candidato giusto!

La lunga esperienza di lavoro che abbiamo accumulato in oltre 15 anni ci ha fatto capire che se è importante la fase di definizione del profilo da ricercare è almeno altrettanto importante la fase di inserimento del prescelto. Non per niente ogni contratto di norma prevede un periodo di prova in cui azienda e candidato si “pesano” vicendevolmente per capire se il matrimonio è destinato a durare.

Vediamo ora quello che si può fare per sfruttare al meglio questo periodo di inserimento del nuovo assunto. Ciò che accade in questa fase è assai variabile, possiamo immaginare un continuum dove ad una estremità c’è il caso in cui il candidato arriva il primo giorno di lavoro ed attende qualche ora perché gli venga liberata una scrivania o creato un account di posta, nessuno sa del suo arrivo né quale sarà la sua posizione, il suo referente non si trova e al neo assunto sorge il dubbio di aver sbagliato azienda… all’altra estremità invece c’è la consegna di un tablet in cui è caricato un software che aiuterà il neo assunto nella ricerca delle procedure, organigrammi, responsabilità e funzioni. Insomma succede di tutto.

Come le aziende gestiscono il periodo di prova dei nuovi assunti. La fantasia al potere…..

Ci siamo sentite dire che creare dei tranelli, fornire una sedia rotta, un pc non funzionante, meno informazioni di quelle utili per fare qualcosa sono espedienti che rivelano le capacità di iniziativa, problem solving e intraprendenza del candidato. Ma c’è un errore di fondo, che rappresenta anche l’unica regola da seguire quando si inserisce una persona in azienda: dobbiamo mettere in grado la persona di svolgere il proprio il lavoro nel miglior modo possibile. E sapete perché? Perché la scelta l’abbiamo già fatta, la selezione è conclusa, gli altri candidati sono stati avvisati che non saranno assunti, il professionista della selezione ha ritirato l’annuncio, il contratto di assunzione è stato sottoscritto! Qualsiasi prova ad ostacoli avessimo in mente, dovevamo sottoporla prima della scelta.

Non si può pensare al periodo di prova COME FOSSE IL PERIODO DI RECESSO! Perché? Perché il semplice inserimento di una nuova risorsa in azienda porta con sé una serie di costi che aumentano esponenzialmente ogni giorno e non sono legati semplicemente alla sua retribuzione ma anche alla retribuzione delle persone che si impegneranno fin dal primo giorno ad insegnargli qualcosa! Se siamo riuscite a farti capire quanto sia importante che la scelta fatta sia quella giusta, allora capirai altrettanto facilmente che è tuo obbligo favorire il più possibile un ottimale inserimento del neo assunto.

Come utilizzare quindi il periodo di prova?

Come fare? Innanzitutto il neo assunto dovrà avere un elenco il più dettagliato possibile delle mansioni e dei compiti che ci si aspetta da lei/lui; dovrà disporre di tutti gli strumenti necessari; conoscere la struttura ed il contesto in cui viene inserita/o; ed infine dovrà avere ben chiaro quali sono i KPI sulla base dei quali ci sarà un momento di verifica/allineamento dopo un determinato periodo di tempo.

Durante quel periodo di tempo sarà inoltre molto importante avere dei momenti di confronto per sincerarsi della strada fatta e di quella da percorrere, delle motivazioni e dell’impegno profuso e di tutto ciò che potrebbe inficiare il risultato; spesso questa attività può essere svolta con maggior efficacia da un soggetto esterno, che ha maggior oggettività. Ricorda però, l’unico risultato che devi avere in mente è il successo dell’inserimento, se le cose andranno male, come in un divorzio, metà della colpa sarà tua 😉 e ricominciare da capo sarà faticoso almeno il doppio.

3 commenti
  1. Manuela
    Manuela dice:

    Tutto chiaro.Sto iniziando un progetto lavorativo nessuno mi ha specificato nel dettaglio il mio ruolo e nessuno mi ha dato le conoscenze iniziali dell azienda.Nella difficolta’ mi sto organizzando da sola con non pochi problemi.Come posso fare?

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    • Francesca Cancian
      Francesca Cancian dice:

      Buongiorno Manuela, anche se non è semplice, mantenere un atteggiamento proattivo è sicuramente vincente. Mai perdersi d’animo e oltre a questo ti consiglio di cercare tutti gli alleati possibili all’interno del nuovo ambiente. Oltre a ciò puoi valutare di parlare delle tue esigenze con il tuo responsabile oppure con chi segue il personale mantenendo sempre un approccio costruttivo e volto a far funzionare le cose. In bocca al lupo!

      Rispondi

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