Il desiderio malsano di clonare un dipendente

“Panta rei” diceva il saggio o, più prosaicamente, non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume. Così dovremmo pensare se fossimo saggi, appunto. Riscontriamo invece, piuttosto frequentemente, all’interno delle aziende il desiderio di clonare un dipendente di cui si apprezzano particolarmente le qualità professionali e personali. In questo articolo ti spiego perchè sia meglio non cedere a questa allettante idea.

Ho pensato a questo antico adagio quando, qualche mese fa, un mio cliente mi ha chiamato per sottopormi un problema in seguito a  delle  dimissioni appena ricevute e chiedermi di iniziare una nuova ricerca di personale per la sostituzione della figura dimissionaria.

Avevo lavorato molto spesso per lui, è uno stimato imprenditore titolare di un’azienda piuttosto conosciuta  e nella ricerca e selezione del personale ci eravamo trovati sempre in completa sintonia. È per questa ragione che quella volta la sua richiesta mi era sembrata un po’ singolare e sapevo già che mi avrebbe messo a dura prova. Mi aveva infatti chiamato per chiedermi di trovargli la persona ideale in sostituzione di quella che a poco sarebbe venuta a mancare nel suo organico  e, a tutta prima, la richiesta – per ovvie ragioni visto che di questo noi ci occupiamo –  mi era parsa del tutto naturale ed in linea con le nostre usuali abitudini.

Tuttavia quella volta la sua specifica richiesta suonava pressapoco così :“Ti ricordi di Tony? Quel Tony, quello che mi avevi selezionato tre anni fa?”. La richiesta, posta così non suonava particolarmente difficile da esaudire  ricordavo vagamente, ma poi aveva aggiunto: “ecco, ne voglio uno  così…uno proprio come Tony, preciso a lui! Identico, non ti dico altro”.

NOOOO!!!! Una richiesta peggiore non poteva capitarmi. Questa, per noi che abbiamo come unico obiettivo quello di sottoporre all’azienda il candidato perfetto – o almeno il più vicino alla perfezione  – per le specifiche desiderate, è sempre una richiesta un po’ spinosa e da maneggiare con estrema cura. Posto che sembra appurato che ognuno di noi abbia ben sette sosia sparsi per il mondo sappiamo che  la somiglianza si riferisce a canoni fisici, ma pensare di replicare  un collaboratore in tutto e per tutto per esaudire il desiderio di un nostro cliente diventa estremamente complicato  per diversi  motivi.

Per prima cosa come faccio io a trovare un collaboratore uguale identico ad un altro, praticamente un clone?

La cosa più utile, quando si verificano queste richieste, è capire che cosa il nostro cliente abbia visto in Tony, che cosa ha fatto di lui un collaboratore degno di essere replicato, cosa lo rende così performante, affidabile ed efficace nelle sue mansioni tanto da volere cento “Tony” in azienda?: le competenze? il carattere? la flessibilità? E via di seguito

La cosa fondamentale, quando ci si trova in questa situazione, è ascoltare molto attentamente le parole del nostro cliente. In molti casi un esperto che sappia comprendere queste ragioni e questi aspetti sarà in grado di cogliere i tratti salienti e le caratteristiche necessarie richieste.

Aiutarsi con le domande giuste, in questo frangente, risolve molti problemi e permette all’interlocutore di acquisire maggiore consapevolezza sui suoi criteri che guidano i suoi comportamenti. Sembra banale ma non lo è affatto. Spesso è difficile comprendere cosa c’è dietro alle nostre scelte, alle nostre preferenze a alle nostre azioni. Un lavoro di analisi di questo tipo ha sorpreso positivamente molti nostri clienti.

Tornando al nostro caso di richiesta di clonazione, vi è un secondo aspetto da non sottovalutare:  da quando il “nostro” Tony, magari un po’ di anni fa, è entrato in azienda e si è inserito così bene da diventare protagonista essenziale per il benessere della sua Azienda, ad oggi la realtà aziendale, necessariamente ed inevitabilmente, è cambiata.

L’azienda è cresciuta, magari ci sono nuovi collaboratori e le sfide sono aumentate e diventate sempre più stimolanti ed anche Tony è cresciuto passo passo con la sua azienda. Il Tony appena assunto non è uguale a quello che è adesso, quindi cosa dobbiamo cercare il Tony d’epoca o quello evoluto?

Per l’appunto, non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume!  Le situazioni sono in costante evoluzione e non è detto che il “nostro” Tony di allora oggi sarebbe il candidato ideale.

La cosa veramente importante in questo caso è comprendere quali sono i punti a favore del nostro collaboratore esemplare e le caratteristiche che, da allora, hanno fatto di lui un protagonista indiscusso in azienda e “calarlo” nel momento della richiesta, come dire, attualizzarlo e, così facendo, potenziarne gli aspetti positivi e aggiungerne di nuovi più appropriati per le nuove circostanze.

Meglio ripartire da una nuova analisi del bisogno, sicuramente ci saranno informazioni aggiuntive da considerare sul contesto aziendale e sul contesto di mercato, a sua volto evoluto.

Ecco che allora al posto di Tony magari ci sarà un Giovanni, una Clara che calzeranno a pennello con le richieste del nostro cliente.

Anche in quella circostanza  ciò che ho fatto è stato proprio questo: dopo aver ascoltato attentamente il mio cliente gli ho proposto il nostro metodo di selezione certificato e garantito che comincia proprio con il Job Rendering e cioè con una fase di analisi approfondita che non bypassiamo mai. Siamo riusciti insieme ad individuare  il profilo di un candidato adeguato che con somma soddisfazione di entrambe le parti ha iniziato la sua collaborazione , al fianco di Tony.

N.B. Ogni riferimento a persone non è casuale 🙂 ma ci siamo permesse di utilizzare per la nostra storia un nome di fantasia. Per il resto i fatti sono realmente accaduti, anzi ci accadono periodicamente nel nostro lavoro!

 

 

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